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ViDA 2026: La Nuova Normativa IVA Europea e i Ristoranti Italiani - Menucini Blog

ViDA 2026: La Nuova Normativa IVA Europea e i Ristoranti Italiani

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ViDA — VAT in the Digital Age — è la riforma IVA europea che cambia come le imprese gestiscono la fatturazione tra paesi UE dal 2026 al 2028. Se usi piattaforme di delivery europee o vendi a operatori B2B esteri, ti riguarda prima del previsto.

Se invece servi solo clienti italiani nel tuo ristorante, la Fase 1 non ti tocca. Ma devi saperlo con certezza, non per sentito dire.

Questa guida spiega cos’è ViDA, chi è davvero coinvolto e cosa fare (o non fare) adesso. La normativa di riferimento è la Direttiva del Consiglio UE su ViDA, adottata nel 2024.

Cos’è ViDA e cosa cambia rispetto all’IVA attuale

Il sistema IVA europeo attuale ha un problema noto: le transazioni cross-border tra imprese di paesi diversi vengono dichiarate in ritardo, con dati frammentati, e i controlli sono lenti. Le frodi IVA intra-UE costano all’Europa decine di miliardi all’anno. Il meccanismo è semplice da sfruttare: un’impresa acquista beni in un altro paese UE senza IVA (giustificato per operazioni B2B cross-border), poi sparisce prima di versare l’imposta nel paese di destinazione.

ViDA risolve questo con la reportistica digitale in tempo reale. Invece di dichiarare le operazioni B2B internazionali una volta al periodo, le imprese dovranno trasmettere fatture elettroniche strutturate nel momento in cui avvengono le transazioni. L’Agenzia delle Entrate del paese ricevente saprà in tempo reale cosa è stato acquistato, da chi, a quale aliquota.

Il sistema attuale italiano di fatturazione elettronica SdI è già un precursore di questa logica. Dal 2019, ogni fattura B2B in Italia passa per il Sistema di Interscambio. ViDA porta lo stesso principio a livello UE per le operazioni tra paesi diversi, con formati standardizzati che rendono i dati leggibili da qualsiasi sistema fiscale europeo.

Non è una rivoluzione per i ristoranti tipici. Ma per chi ha rapporti commerciali cross-border, cambia il modo di emettere e trasmettere le fatture. Il cambiamento non riguarda l’aliquota IVA applicata: riguarda il formato e la trasmissione della documentazione.

Il calendario di implementazione: Fase 1 nel 2026, Fase 2 nel 2027-2028

La Direttiva del Consiglio UE su ViDA (2024) prevede due fasi principali.

Fase 1 (da giugno 2026): diventa obbligatoria la fatturazione elettronica per le forniture B2B intra-UE cross-border. Se vendi o acquisti beni o servizi da un’impresa in un altro paese UE, le fatture devono essere in formato elettronico strutturato e trasmesse in modo conforme alle specifiche ViDA. Il formato di riferimento è EN 16931, lo standard europeo per la fatturazione elettronica che l’Italia già conosce attraverso SdI.

Fase 2 (2027-2028): si estende l’obbligo alla reportistica digitale in tempo reale verso le autorità fiscali per una gamma più ampia di operazioni. I dettagli attuativi sono ancora in definizione nei singoli stati membri, ma la direzione è chiara: ogni transazione significativa viene comunicata al fisco nel momento in cui avviene, non mesi dopo.

La sequenza è importante. Fase 1 riguarda le imprese con transazioni B2B verso altri paesi UE: perimetro ristretto, scadenza vicina. Fase 2 ha un perimetro più ampio ma più tempo per prepararsi.

Per la maggior parte dei ristoratori italiani, Fase 1 non cambia niente. Per altri, c’è meno tempo di quanto si pensi.

Chi è davvero interessato tra i ristoratori italiani

Partiamo dalla risposta diretta: la quasi totalità dei ristoranti italiani non è coinvolta nella Fase 1.

Un ristorante che serve clienti al tavolo, accetta pagamenti al banco, gestisce asporto locale e rifornisce la cucina da fornitori italiani ha zero impatto nella Fase 1 di ViDA IVA digitale ristoranti. Tutte le sue transazioni sono domestiche o con consumatori finali. Nessuna di queste rientra nel perimetro B2B cross-border UE.

Chi invece deve prestare attenzione:

1. Ristoranti che usano piattaforme di delivery con entità giuridica europea non italiana

Uber Eats opera in Italia attraverso Uber Eats Netherlands B.V. Deliveroo opera attraverso Deliveroo Ireland Limited. Quando il ristorante riceve commissioni o entra in rapporti commerciali fatturati da queste entità, si tratta tecnicamente di operazioni B2B con soggetti in altri paesi UE.

La classificazione fiscale di questi flussi è già oggi complessa: il tuo commercialista li gestisce come acquisti intracomunitari di servizi in regime reverse charge, con obbligo di autofattura e iscrizione al registro Vies. ViDA introduce nuovi requisiti di formato e trasmissione per questi stessi flussi. Non cambia la sostanza fiscale, ma cambia il modo di documentarla.

2. Ristoranti che forniscono catering B2B a imprese estere

Un ristorante che organizza eventi aziendali per filiali italiane di gruppi stranieri, o che fattura direttamente a imprese con partita IVA di un altro paese UE, ha transazioni B2B cross-border. Queste rientrano nel perimetro Fase 1. Non basta che il servizio avvenga in Italia: conta la partita IVA del destinatario della fattura.

3. Ristoranti con forniture estere strutturate

Meno comune, ma chi acquista direttamente da produttori o distributori in altri paesi UE con fattura B2B potrebbe avere flussi che rientrano nel nuovo obbligo di reportistica. I fornitori UE di attrezzature, bevande o prodotti alimentari specifici che emettono fattura cross-border sono nel perimetro.

Se non riconosci nessuna di queste situazioni nel tuo locale: sei fuori dal perimetro Fase 1. Aspetta la Fase 2 e segui gli aggiornamenti.

Cosa fare entro il 2026 (e cosa aspettare al 2027)

Una domanda sola al tuo commercialista: “Ho transazioni B2B verso o da imprese in altri paesi UE?”

Se la risposta è no: non fare nulla adesso. Monitora gli aggiornamenti sulla Fase 2, che avrà un perimetro più ampio ma anche più tempo di adeguamento. Non serve comprare niente, non serve aggiornare niente.

Se la risposta è sì: chiedi una valutazione d’impatto specifica. Il commercialista deve verificare:

  • Quali flussi rientrano nel perimetro ViDA
  • Se il software gestionale attuale supporta già i formati di fattura elettronica richiesti (in Italia, molti sistemi SdI-compatibili si stanno aggiornando per includere il formato EN 16931 cross-border)
  • Se sono necessarie integrazioni o aggiornamenti al sistema di fatturazione entro giugno 2026

Non è un’urgenza generalizzata. È un’urgenza per chi ha effettivamente flussi cross-border B2B UE.

Quello che non ha senso fare: acquistare nuovi software, cambiare gestionale o iscriversi a servizi “ViDA-ready” senza prima verificare se sei effettivamente nel perimetro. Molti fornitori stanno usando ViDA per vendere aggiornamenti a ristoratori che non ne hanno bisogno. La regola è: prima verifica il perimetro, poi valuta gli strumenti.

ViDA e le piattaforme di delivery: l’impatto pratico

Il punto più concreto per chi usa delivery platforms.

Uber Eats Netherlands B.V. e Deliveroo Ireland Limited sono entità giuridiche estere. I rapporti tra il ristorante e queste piattaforme già oggi generano obblighi di integrazione fiscale (reverse charge, Modello Intra) che il commercialista gestisce. ViDA non cambia la sostanza di questi obblighi, ma introduce requisiti di formato per la documentazione di queste operazioni.

In pratica: le piattaforme stesse si stanno adeguando. È probabile che Uber Eats e Deliveroo aggiornino i loro sistemi di fatturazione verso i ristoratori per rispettare i nuovi standard. Il ristorante riceverà fatture in formato conforme a ViDA, il che richiede che il tuo gestionale sia in grado di importarle e processarle correttamente.

C’è anche un collegamento con la digitalizzazione fiscale più ampia. Il POS-RT (registratore telematico) già trasmette dati all’Agenzia delle Entrate per ogni scontrino. ViDA aggiunge un secondo flusso, separato, per le fatture B2B cross-border. I due sistemi non si sovrappongono, ma entrambi puntano nella stessa direzione: meno carta, più dati strutturati in tempo reale. Se vuoi capire come si posiziona il POS-RT in questo quadro, la guida su la digitalizzazione fiscale del ristorante spiega i dettagli.

Per approfondire le aliquote IVA in ristorazione e come si applicano alle diverse categorie di vendita, quella guida copre anche i casi borderline delivery e catering.

ViDA nel contesto degli adempimenti 2026

ViDA non è l’unica novità fiscale del 2026. POS-RT, ISA, dehors, assicurazione catastrofale: il quadro normativo si è densificato. La checklist completa 2026 raccoglie tutti gli adempimenti con scadenze e priorità, così sai cosa fare prima e cosa può aspettare.

ViDA occupa una posizione specifica in quella lista: rilevante per pochi, irrilevante per molti, ma con scadenza giugno 2026 per chi è nel perimetro. Non è qualcosa da ignorare se hai flussi cross-border. È qualcosa da ignorare tranquillamente se non li hai.

FAQ

ViDA riguarda il mio ristorante se uso solo Glovo o Just Eat?

Glovo opera in Italia attraverso Foodarena S.p.A. (entità italiana). Just Eat (Takeaway.com) ha una struttura più articolata: verifica con il tuo commercialista quale entità emette le fatture verso il tuo locale. Se le fatture provengono da un’entità con partita IVA italiana, non rientri nel perimetro cross-border. Se provengono da un’entità olandese o irlandese, il flusso è intracomunitario e potenzialmente nel perimetro ViDA.

Devo cambiare il mio software gestionale per ViDA?

Non necessariamente. I principali software gestionali italiani compatibili con SdI si stanno aggiornando per supportare i nuovi formati cross-border. Prima di qualsiasi decisione, chiedi al tuo fornitore di software se è già ViDA-ready o quando prevede l’aggiornamento. Non cambiare sistema prima di aver verificato se sei nel perimetro e se l’aggiornamento è disponibile.

Cosa succede se non mi adeguo entro giugno 2026?

Le sanzioni per mancata conformità alle nuove regole di fatturazione elettronica cross-border rientrano nel regime sanzionatorio del D.Lgs. 471/1997, con sanzioni proporzionali all’importo della transazione non documentata correttamente. L’entità del rischio dipende dal volume delle transazioni cross-border. Per chi ha flussi rilevanti, il costo del non adeguarsi è superiore al costo dell’adeguamento.

ViDA sostituisce la fatturazione elettronica italiana (SdI)?

No. Il Sistema di Interscambio rimane il sistema per le fatture tra soggetti con partita IVA italiana. ViDA introduce un sistema parallelo per le fatture B2B tra soggetti di paesi UE diversi. I due sistemi coesistono. In futuro potrebbero convergere in un’infrastruttura comune, ma non è nell’orizzonte a breve termine.

Ho un ristorante che fa catering per eventi aziendali in Italia. Sono nel perimetro?

Dipende da chi riceve la fattura. Se fatturi a imprese con partita IVA italiana, no. Se fatturi a filiali italiane di gruppi stranieri con partita IVA italiana, no. Se fatturi direttamente a un’entità con partita IVA di un altro paese UE, sì. La verifica va fatta caso per caso con il commercialista, guardando la partita IVA del destinatario, non la nazionalità del gruppo.

La risposta diretta

La maggior parte dei ristoratori italiani non deve fare nulla per ViDA adesso. Chi usa Uber Eats NL o Deliveroo IE, o chi fattura B2B a imprese estere, ha una scadenza reale a giugno 2026.

Una domanda al commercialista ti dice in cinque minuti se sei nel perimetro o no. Vale la pena farla prima di giugno.

Gestire il menu in digitale semplifica la documentazione fiscale e la tracciabilità degli ordini per i controlli cross-border.

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