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Cos'è il Modello F24 e come si usa per pagare le tasse del ristorante? - Menucini Blog

Cos’è il Modello F24 e come si usa per pagare le tasse del ristorante?

Fiscale

Sinonimi: modello F24 · modello di pagamento unificato · delega unica

Modello F24 compilato su scrivania di ristorante italiano
Il Modello F24: il documento che ogni ristoratore incontra ogni mese.

A cosa serve il Modello F24

Il Modello F24 è il modulo con cui ogni attività in Italia — ristoranti compresi — paga praticamente tutto: IVA, IRPEF, contributi INPS dei dipendenti, IRAP, diritto camerale, IMU sul locale commerciale. Un unico foglio, tanti tributi.

Se hai un ristorante, lo compili (o lo fa il tuo commercialista) almeno una volta al mese. Il 16 di ogni mese è la scadenza ricorrente per IVA e ritenute. Il tuo commercialista probabilmente ti manda il file F24 telematico qualche giorno prima — tu confermi e la banca lo addebita.

Come funziona in pratica

Il modulo si divide in sezioni. Quelle che ti riguardano di più:

  • Sezione Erario — qui finiscono IVA (codice tributo 6001-6012 per le liquidazioni mensili), IRPEF trattenuta ai dipendenti (1001), e le ritenute d’acconto se paghi professionisti
  • Sezione INPS — contributi previdenziali per cuochi, camerieri, lavapiatti. Il codice sede e la matricola aziendale li trovi sulla tua posizione INPS
  • Sezione Regioni/Comuni — addizionali regionali e comunali IRPEF dei dipendenti
  • Sezione IMU — se sei proprietario del locale

Dal 2006, tutte le partite IVA devono inviare l’F24 per via telematica (dal 2014, l’obbligo è stato esteso anche ai privati). Niente più moduli cartacei in banca. Tre strade: il tuo home banking, il sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 Web), oppure il tuo commercialista tramite Entratel.

La compensazione: perché conviene capirla

Un vantaggio dell’F24 che molti ristoratori non sfruttano: la compensazione. Se hai un credito IVA (hai comprato attrezzature, ristrutturato il locale) puoi usarlo per abbassare il totale da pagare nello stesso F24. Il credito riduce il debito — paghi solo la differenza.

Attenzione: per compensazioni di crediti IVA superiori a 5.000 euro serve il visto di conformità del commercialista e il credito va dichiarato prima.

Cosa succede se paghi in ritardo

Se salti la scadenza del 16, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: paghi il tributo + una sanzione ridotta + interessi legali. Più aspetti, più la sanzione sale. Dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024), le sanzioni ridotte sono: entro 14 giorni lo 0,083% al giorno; entro 30 giorni l’1,25%; entro 90 giorni l’1,39%.

Un consiglio pratico: chiedi al commercialista di impostare gli addebiti F24 come ricorrenti sul conto corrente dedicato. Un pagamento saltato per dimenticanza costa sempre più della commissione bancaria per l’addebito automatico.

Trappole da evitare

  • Confondere i codici tributo — un codice sbagliato non annulla il pagamento ma genera un credito nel posto sbagliato e un debito dove serviva. Il commercialista può correggere con un F24 integrativo, ma ci vuole tempo
  • Non verificare l’importo prima della conferma — il commercialista sbaglia raramente, ma quando succede paghi tu la sanzione
  • Dimenticare la scadenza IMU di giugno e dicembre — se sei proprietario del locale, queste sono separate dalle scadenze mensili

Fonti e riferimenti

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