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Quante Portate Deve Avere un Menu Ristorante - Menucini Blog

Quante Portate Deve Avere un Menu Ristorante

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Menu engineering

Questo post è la Parte 2 di 5 della serie “Come Costruire il Menu del Tuo Ristorante”. Leggi la Parte 1: Come costruire il menu →

Un ristorante stellato a Milano ha 8 portate. Una trattoria a Napoli ne ha 47. Entrambi funzionano. La domanda giusta non è quante portate deve avere un menu, ma quante riesci a eseguire bene ogni sera, e quante vendi a prezzi che ti lasciano un margine.

Il menu lungo: vantaggi per il cliente, costi per la cucina

Il menu lungo ha un’attrattiva commerciale intuitiva: più scelta = più probabilità che il cliente trovi quello che cerca. Per certi tipi di locale, specialmente trattorie e ristoranti con clientela familiare, funziona. Il cliente abitudinario ama ritrovare “il suo piatto”. Il cliente occasionale si sente libero di esplorare.

Ma ogni piatto aggiuntivo ha un costo invisibile: più ingredienti da gestire in magazzino, più chance di sprechi quando qualcosa non viene ordinato, più complessità in cucina durante il servizio. Su un servizio da 80 coperti, la differenza tra un menu da 25 piatti e uno da 50 è concreta: più lentezza, più errori, più stress per la brigata.

C’è anche il problema della qualità media. Con 50 piatti, quanti li esegui davvero bene ogni sera? Probabilmente 20-25. Gli altri escono, ma non al livello dei migliori. Il cliente che ordina per caso uno di quei 25 mediocri non torna.

Il menu corto: quando funziona (e quando delude)

Un menu corto con 12-18 voci obbliga a scegliere meglio, eseguire meglio, e comunicare meglio. I ristoranti con menu corti tendono ad avere una cucina più veloce, meno sprechi, e una coerenza di qualità più alta. Se ogni piatto deve guadagnarsi un posto nel menu, i piatti che rimangono sono quelli che funzionano davvero.

Il problema: delude se il cliente si aspetta scelta. Una pizzeria da asporto con 6 pizze in carta perderà ordini. Una trattoria con 3 primi fissi può sembrare poco accogliente. La lunghezza giusta del menu dipende dal tipo di cliente che viene da te e da cosa si aspetta.

Un ristorante con clientela turistica o di passaggio ha meno bisogno di varietà (il cliente non ci tornerà comunque la settimana dopo). Un locale con clientela fidelizzata ha bisogno di qualche variazione per mantenere l’interesse nel tempo.

I 3 parametri che determinano il numero di portate giusto

Non esiste la risposta universale, ma ci sono tre parametri concreti da valutare.

1. Tipo di servizio. Un servizio al tavolo con cucina elaborata richiede meno piatti di una tavola calda. Più ogni piatto richiede tempo di preparazione, meno piatti puoi gestire con qualità durante il servizio.

2. Dimensione della cucina e brigata. Quanti cuochi hai? Con 2 cuochi in cucina, gestire 40 piatti diversi in un servizio da 60 coperti è impossibile farlo bene. Con una brigata di 5, è un altro discorso. Il numero di portate deve essere proporzionale alla capacità operativa reale.

3. Turnover dei tavoli. Hai tavoli con lunghi tempi di sosta (cena, degustazione) o puntate rapide (pranzo di lavoro, pizzeria)? Un menu più lungo è compatibile con serate lente. Un menu corto si adatta meglio ai servizi veloci dove il cliente deve decidere in fretta.

La regola dell’80/20 applicata al menu

In quasi ogni ristorante, l’80% degli ordini viene dall’20% dei piatti. Venti piatti nel menu, quattro escono costantemente. Quaranta piatti, otto trainano tutto il fatturato.

Questo non significa tagliare tutto. Significa che prima di aggiungere un piatto, devi sapere quali già hai che non stanno portando nulla. E prima di tenere un piatto “perché forse qualcuno lo chiede”, devi verificare che quel qualcuno esista davvero.

Le analytics del menu digitale ti danno questi dati con precisione: quante visualizzazioni ha avuto ogni piatto, quante volte è stato ordinato, qual è il suo tasso di conversione. Prima di tagliare un piatto, guarda i numeri. Potresti scoprire che una voce “di nicchia” viene vista poco perché è in fondo al menu, non perché non interessa.

Come identificare i piatti da tagliare senza perdere i clienti abituali

Il timore principale è questo: “Se tolgo il risotto ai funghi, la signora Carla non viene più.” Legittimo. Ma se il risotto ai funghi esce 2 volte a settimana mentre il resto dei secondi vende 5-8 pezzi, quello non è un pilastro del menu. È un piatto di cortesia per un cliente specifico.

Il processo di selezione funziona così:

  1. Misura le vendite per 4 settimane. Ogni piatto ottiene un numero: ordini settimanali, food cost percentuale, margine assoluto in euro.
  2. Classifica ogni piatto in 4 categorie: stella (vende bene, margine alto), cavallo di battaglia (vende bene, margine basso), puzzle (vende poco, margine alto), piombo (vende poco, margine basso).
  3. Il piombo si taglia. Il puzzle si sposta in posizione più visibile e si testa con una foto. Il cavallo di battaglia si rivaluta nel prezzo. La stella rimane e viene comunicata come specialità.

Questo metodo si chiama menu engineering. Non richiede software speciali. Richiede dati onesti e la disponibilità a tagliare piatti che ami ma che non vendono. Come calcolare il prezzo di ogni piatto lo vediamo nella Parte 3 di questa serie.

Domande frequenti sulle portate del menu ristorante

Quante portate deve avere un menu ristorante?
Dipende dal tipo di locale. La guida: trattoria 18-25 voci totali, pizzeria 11-18 voci più pizze, ristorante medio 20-29 voci, fine dining 12-20 voci. Il numero ottimale è quello che riesci a eseguire bene ogni sera con la brigata che hai, non il numero che vorresti offrire al cliente.

È meglio un menu corto o lungo?
Un menu corto ben eseguito batte quasi sempre un menu lungo mediocre. La lunghezza giusta dipende dal tipo di servizio e dalla clientela. Un ristorante con clientela fissa ha bisogno di più varietà di uno con clientela turistica. La regola dell’80/20 aiuta a capire quanti piatti stai davvero vendendo rispetto a quanti ne hai in carta.

Come si decide cosa togliere dal menu?
Si misurano le vendite per 4 settimane, si calcola il food cost e il margine per piatto, e si classifica ogni voce in 4 categorie (stella, cavallo di battaglia, puzzle, piombo). I piatti nella categoria “piombo” si eliminano. Quelli nella categoria “puzzle” si testano con una posizione più visibile o una foto prima di tagliare.

Quanti piatti ha un menu degustazione?
Un menu degustazione standard in Italia ha tra 5 e 9 portate. I menu più corti (5-6) sono più accessibili. Quelli più lunghi (8-9+) sono per esperienze elaborate. Il numero non è un indicatore di qualità: molti grandi chef propongono 5-6 portate perché preferiscono la concentrazione alla quantità.


Navigazione della serie:
Parte 1: Come costruire il menu del ristorante
Parte 3: Come calcolare il prezzo di vendita di ogni piatto


Vuoi sapere quali piatti vendono davvero?

La regola del 80/20 si vede sui dati, non sull’impressione. Menucini mostra quante volte ogni piatto viene visualizzato e ordinato. Prima di tagliare o tenere qualcosa, guarda i numeri. 14 giorni gratis, nessuna carta di credito.

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