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Cos'è la somministrazione di alimenti e bevande e quali licenze servono? - Menucini Blog

Cos’è la somministrazione di alimenti e bevande e quali licenze servono?

Fiscale

Sinonimi: somministrazione alimenti e bevande · licenza somministrazione · autorizzazione somministrazione · SCIA somministrazione

Sala di un ristorante italiano con tavoli apparecchiati per il servizio
Somministrazione: il diritto di servire cibo e bevande al tavolo, con tutto ciò che comporta.

Cos’è la somministrazione

La somministrazione di alimenti e bevande è l’attività di vendita di cibi e bevande per il consumo immediato sul posto, in un locale attrezzato. Ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, pub, enoteche con cucina — tutti esercitano la somministrazione.

La distinzione legale è importante: somministrare non è semplicemente vendere cibo. È vendere cibo per il consumo sul posto, con un servizio annesso (tavoli, stoviglie, personale di sala). Questa definizione determina la licenza necessaria, l’aliquota IVA applicabile e gli obblighi sanitari.

Somministrazione vs. asporto vs. delivery

Tre attività diverse con regole diverse:

  • Somministrazione — il cliente mangia nel locale. IVA al 10% (aliquota ridotta per la somministrazione). Serve la SCIA per somministrazione
  • Asporto — il cliente porta via il cibo. IVA al 10% se il cibo è preparato al momento, al 4% o 10% a seconda del prodotto se è confezionato. Serve la SCIA per il commercio alimentare (diversa dalla somministrazione)
  • Delivery — il cibo viene consegnato a domicilio. Stesse regole IVA dell’asporto. Se usi piattaforme (Glovo, Deliveroo), le commissioni sono un costo aggiuntivo

Un ristorante che fa anche asporto e delivery opera in tutte e tre le modalità. La SCIA per somministrazione copre anche l’asporto occasionale. Se l’asporto diventa attività prevalente, potrebbe servire una SCIA separata — dipende dal regolamento comunale.

Come si ottiene la licenza

Dal 2010 (Direttiva Servizi / D.Lgs. 59/2010), l’autorizzazione comunale per la somministrazione è stata sostituita dalla SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune dove si trova il locale.

Requisiti per la SCIA:

  1. Requisiti morali — nessuna condanna per reati gravi (antimafia, igiene, frode)
  2. Requisiti professionali — almeno uno tra: diploma alberghiero, corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande, ex REC) di circa 100 ore, oppure esperienza documentata nel settore per almeno 2 anni negli ultimi 5
  3. Requisiti del locale — destinazione d’uso compatibile (urbanistica), agibilità, conformità igienico-sanitaria (ASL), conformità impiantistica
  4. Piano HACCP — il manuale di autocontrollo deve essere pronto prima dell’apertura

Il corso SAB è il percorso più comune. Si tiene presso enti accreditati dalla regione, dura 100-120 ore, costa tra 500 e 1.200 euro. Senza questo requisito, non puoi aprire — anche se hai 20 anni di esperienza in cucina.

Dopo l’apertura: gli obblighi permanenti

La SCIA non è un traguardo, è un punto di partenza. Gli obblighi continui includono:

  • HACCP — piano di autocontrollo aggiornato, formazione del personale, registrazione temperature
  • Comunicazione prezzi — il listino deve essere esposto e visibile
  • Orari — rispettare gli orari comunicati al comune (e le eventuali ordinanze comunali su chiusura notturna)
  • Accessibilità — conformità alle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche
  • Divieto di fumo — applicabile in tutti i locali chiusi

Trappole da evitare

  • Aprire con la SCIA per il commercio alimentare invece che per la somministrazione — sono due SCIA diverse. Se servi al tavolo senza la SCIA corretta, rischi la chiusura
  • Non avere il requisito professionale — il corso SAB è obbligatorio. L’esperienza generica in cucina non basta: servono 2 anni documentati con buste paga o visura camerale
  • Sottovalutare i requisiti urbanistici del locale — il cambio di destinazione d’uso (da negozio a ristorante) richiede una pratica edilizia che può costare mesi e migliaia di euro. Verificalo prima di firmare il contratto d’affitto

Fonti e riferimenti

  • Normattiva — Legge 27/2006 (Bersani, liberalizzazione esercizi commerciali)
  • Normattiva — D.Lgs. 59/2010 (attuazione Direttiva Servizi)
  • Impresa in un Giorno — SUAP (Sportello Unico Attività Produttive)
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